Il territorio

Negli anni ’40 dell’Ottocento la Valle dell’Agno, con la nascita della tessitura Marzotto, è stata una delle protagoniste in Italia della rivoluzione industriale. La Valle d’Agno ha vissuto una rivoluzione economica e culturale che ha portato ad un cambiamento radicale dello stile di vita e dell’economia non più basata su un’agricoltura di sostentamento, in zona praticamente montana, ma sul lavoro in fabbrica che dava reddito sicuro e non legato alle condizioni meteorologiche.

Iniziò nelle colline, quindi, un progressivo abbandono delle attività agricole e della viticoltura accentuato poi dai due conflitti mondiali, particolarmente efferati e distruttivi in tutta la Valle.

La Valle d’Agno si trova al centro di un’area particolarmente vocata per la viticoltura e il torrente Agno funge da line di confine tra la parte Vulcanica (destra orografica) che fa capo al monte Faldo (in antichità il più grande vulcano del Triveneto) e la zona calcarea marina del Priaboniano che si trova nella sinistra orografica della Valle. Chiaramente la vite si comporta con caratteristiche molto diverse nei due versanti. La Valle d’Agno è inoltre protetta a nord dalla catena delle Piccole Dolomiti.

I suoli e la natura ancora molto integra sono fondamentali per programmare una nuova cultura nella coltivazione della vite per la produzione di vini di alta qualità. E’ questo il percorso che l’azienda agricola MASARI ha intrapreso dal 1998 recuperando la storia, i terreni e la cultura abbandonata per quasi 200 anni. Attraverso uno studio approfondito del territorio e alla costituzione delle “regole della Valle d’Agno” l’azienda MASARI è interprete e custode della Valle d’Agno.